{"id":5953,"date":"2026-02-01T01:24:00","date_gmt":"2026-02-01T00:24:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ildeltagroup.com\/?p=5953"},"modified":"2026-01-28T20:26:38","modified_gmt":"2026-01-28T19:26:38","slug":"lexport-italiano-il-pilastro-resiliente-delleconomia-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ildeltagroup.com\/ar\/lexport-italiano-il-pilastro-resiliente-delleconomia-nazionale\/","title":{"rendered":"L&#8217;Export Italiano: il Pilastro Resiliente dell&#8217;Economia Nazionale"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Export Italiano: il Pilastro Resiliente dell&#8217;Economia Nazionale<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u0645\u0642\u062f\u0645\u0629<\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;export italiano rappresenta il vettore strategico di espansione dell&#8217;economia nazionale, confermandosi come <strong>principale componente di sviluppo del PIL<\/strong>. In un contesto globale caratterizzato da tensioni commerciali, incertezze geopolitiche e frequenti interruzioni nelle catene di approvvigionamento, il Made in Italy dimostra una <strong>resilienza straordinaria<\/strong>, posizionando l&#8217;Italia tra le prime dieci economie esportatrici mondiali con una quota di mercato del 2,8% circa . Questo articolo esplora i numeri, le dinamiche settoriali e geografiche, nonch\u00e9 le prospettive future di un sistema che impiega direttamente <strong>circa 4,3 milioni di addetti<\/strong> attraverso oltre 120mila imprese esportatrici .<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Contesto Globale e il Posizionamento Italiano<\/h2>\n\n\n\n<p>Il commercio internazionale sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Nel 2024, la crescita degli scambi mondiali di beni e servizi (+3,8%) ha superato di poco quella del PIL globale (+3,3%), segnando un <strong>rallentamento dei processi di globalizzazione<\/strong> . Le previsioni per il 2025 e il 2026 suggeriscono un andamento ancor pi\u00f9 modesto per il commercio mondiale, con tassi di crescita stimati rispettivamente all&#8217;1,7% e al 2,5% . In questo quadro, caratterizzato da una <strong>rapida escalation di misure protezionistiche<\/strong> \u2013 in particolare da parte degli Stati Uniti \u2013 e da persistenti tensioni geopolitiche, l&#8217;Unione Europea mantiene il primato come esportatore mondiale di beni e servizi (16,3% della quota globale, al netto degli scambi intra-UE) .<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;interno di questo scenario complesso, l&#8217;Italia si conferma un <strong>attore di primissimo piano<\/strong>. Nel 2024, nonostante un contesto internazionale sfavorevole, le esportazioni italiane di beni si sono attestate a <strong>623,5 miliardi di euro<\/strong>, un valore sostanzialmente invariato (-0,4%) rispetto all&#8217;anno precedente ma superiore del <strong>30% rispetto al 2019<\/strong> . Questo dato ha valso all&#8217;Italia il sesto posto nel ranking mondiale degli esportatori, a pari merito con la Corea del Sud, con una quota di mercato del 3,1% .<\/p>\n\n\n\n<p><em>Tabella 1: Posizionamento dell&#8217;Export Italiano nel 2024<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><th><strong>Indicatore<\/strong><\/th><th><strong>Valore 2024<\/strong><\/th><th><strong>Variazione sul 2023<\/strong><\/th><th><strong>\u0627\u0644\u0645\u0644\u0627\u062d\u0638\u0627\u062a<\/strong><\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Valore totale export beni<\/td><td>623,5 miliardi \u20ac<\/td><td>-0,4%<\/td><td>Dato invariato in un contesto difficile<\/td><\/tr><tr><td>Posizione mondiale<\/td><td>6\u00b0 esportatore<\/td><td>&#8211;<\/td><td>A pari merito con la Corea del Sud<\/td><\/tr><tr><td>Quota di mercato globale<\/td><td>3,1%<\/td><td>&#8211;<\/td><td>Conferma del peso internazionale<\/td><\/tr><tr><td>Saldo commerciale<\/td><td>+55 miliardi \u20ac<\/td><td>Da +34 miliardi \u20ac (2023)<\/td><td>Miglioramento significativo della bilancia<\/td><\/tr><tr><td>Confronto con il 2019<\/td><td>+30%<\/td><td>&#8211;<\/td><td>Forte resilienza post-pandemica<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p>\u0625\u0646 <strong>saldo commerciale<\/strong> ha registrato un netto miglioramento, passando da 34 a 55 miliardi di euro nel 2024 , per poi attestarsi a +44,7 miliardi di euro nei primi undici mesi del 2025 . Una performance che testimonia non solo la capacit\u00e0 competitiva delle imprese italiane, ma anche la loro <strong>capacit\u00e0 di adattamento<\/strong> a un panorama internazionale in continua evoluzione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Tessuto Produttivo: Oltre 120mila Imprese Esportatrici<\/h2>\n\n\n\n<p>Il cuore pulsante dell&#8217;export italiano risiede nella sua variegata e dinamica base imprenditoriale. Il sistema \u00e8 sostenuto da <strong>oltre 120.000 imprese esportatrici<\/strong> che forniscono lavoro a circa 4,3 milioni di addetti . Queste imprese, prevalentemente di piccole e medie dimensioni, sono il vero motore della proiezione internazionale del Paese, con una <strong>propensione media all&#8217;export<\/strong> che si attesta intorno al 30% .<\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;analisi pi\u00f9 dettagliata rivela un tessuto estremamente articolato. Secondo uno studio Unioncamere-Istituto Tagliacarne, nel periodo 2015-2021, su circa 743.533 imprese attive in Italia, <strong>216.401 hanno esportato<\/strong>. Di queste:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>57.587 sono &#8220;pienamente esportatrici&#8221;<\/strong> (26,6% del totale), avendo esportato ininterrottamente tutti e sette gli anni considerati.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>36.295 sono esportatrici regolari<\/strong> (hanno esportato tra i quattro e i sei anni).<\/li>\n\n\n\n<li><strong>122.519 sono esportatrici occasionali<\/strong> (hanno esportato tra uno e tre anni) .<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Le grandi imprese, pur rappresentando solo il <strong>2,1% del totale delle esportatrici<\/strong>, generano oltre la met\u00e0 del valore esportato . Tuttavia, cresce in modo significativo il contributo delle PMI, sempre pi\u00f9 integrate nelle filiere globali e capaci di cogliere opportunit\u00e0 di nicchia in mercati diversificati .<\/p>\n\n\n\n<p>Particolarmente interessante \u00e8 il potenziale ancora inespresso: si stima che esista un <strong>bacino di oltre 17.000 imprese &#8220;potenzialmente esportatrici&#8221;<\/strong>. Di queste, circa 5.600 sono &#8220;aspiranti esportatrici&#8221; (attualmente non esportano ma possiedono le caratteristiche per farlo), mentre 11.400 sono &#8220;esportatrici emergenti&#8221; (gi\u00e0 esportano occasionalmente e hanno elevate probabilit\u00e0 di consolidarsi) . Questo serbatoio rappresenta una <strong>riserva latente di crescita<\/strong> per il sistema produttivo nazionale, un obiettivo concreto per le politiche pubbliche di sostegno all&#8217;internazionalizzazione .<\/p>\n\n\n\n<p>La geografia dell&#8217;export italiano riflette le tradizionali asimmetrie regionali del Paese. Le regioni del Nord generano la stragrande maggioranza del valore esportato, guidate dalla <strong>Lombardia<\/strong>, che da sola produce circa <strong>un terzo del totale nazionale<\/strong> (33,6% nel 2021) . Seguono Veneto (13,7%), Emilia-Romagna (13,1%), Piemonte (11,6%) e Toscana (8,4%) . Le regioni meridionali, fatta eccezione per Campania e Puglia che superano stabilmente l&#8217;1% di quota, contribuiscono in misura ancora limitata, pur mostrando segnali di vivacit\u00e0 in settori specifici come l&#8217;agroalimentare .<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I Settori Trainanti e le Dinamiche Recenti<\/h2>\n\n\n\n<p>Il paniere dell&#8217;export italiano si \u00e8 notevolmente evoluto, andando ben oltre i settori tradizionali del Made in Italy. Se moda, design e agroalimentare rimangono icone riconosciute a livello globale, la crescita \u00e8 sempre pi\u00f9 trainata da <strong>settori ad alto valore aggiunto e tecnologia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei primi undici mesi del 2025, le esportazioni italiane di beni hanno segnato un <strong>rialzo del 3,1% in valore<\/strong> rispetto allo stesso periodo del 2024 . Questa crescita \u00e8 stata sostenuta da performance eccezionali in settori specifici:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Farmaceutica (+30,9%)<\/strong>: Il vero motore della crescita, trainato dalla presenza in Italia di numerosi siti produttivi legati a multinazionali straniere e da una forte domanda internazionale .<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Metalli di base e prodotti in metallo (+8,4%)<\/strong>: In particolare metalli preziosi, che hanno registrato vendite significative verso mercati come la Svizzera .<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Mezzi di trasporto (+10,7%)<\/strong>: Grazie alla notevole espansione della <strong>cantieristica navale<\/strong>, che ha compensato una flessione nel comparto automotive .<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,3%)<\/strong>: Settore sempre solido, con performance positive soprattutto per conserve e formaggi .<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>All&#8217;estremo opposto, alcuni settori hanno registrato contrazioni. In difficolt\u00e0 il <strong>tessile e abbigliamento (-2,2%)<\/strong>, per il secondo anno consecutivo, a causa di profondi cambiamenti strutturali nella domanda globale . In calo anche i prodotti chimici (-1,1%) e la categoria &#8220;altra manifattura&#8221; (-7,3%), quest&#8217;ultima influenzata dal confronto con le ingenti vendite di preziosi dell&#8217;anno precedente . La <strong>meccanica strumentale<\/strong>, primo settore di export per valore, ha mantenuto un andamento stazionario, cos\u00ec come gomma e plastica e apparecchi elettrici .<\/p>\n\n\n\n<p><em>Tabella 2: Performance Settoriali dell&#8217;Export Italiano (Gen-Nov 2025 vs. stesso periodo 2024)<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><thead><tr><th><strong>\u0627\u0644\u0642\u0637\u0627\u0639<\/strong><\/th><th><strong>Variazione %<\/strong><\/th><th><strong>Note e Driver Principali<\/strong><\/th><\/tr><\/thead><tbody><tr><td>Farmaceutica<\/td><td>+30.9%<\/td><td>Siti produttivi di multinazionali; anticipo acquisti per timore dazi USA<\/td><\/tr><tr><td>Metallurgia &amp; Prodotti Metallici<\/td><td>+8.4%<\/td><td>Forti vendite di metalli preziosi (es. verso Svizzera)<\/td><\/tr><tr><td>Mezzi di Trasporto (esclusi auto)<\/td><td>+10.7%<\/td><td>Trainato dall&#8217;espansione della cantieristica navale<\/td><\/tr><tr><td>Agroalimentare, Bevande, Tabacco<\/td><td>+4.3%<\/td><td>Crescita solida, guidata da conserve e formaggi<\/td><\/tr><tr><td>Meccanica Strumentale<\/td><td>Stazionario<\/td><td>Primo settore per valore, performance piatta<\/td><\/tr><tr><td>Tessile e Abbigliamento<\/td><td>-2.2%<\/td><td>Secondo anno di contrazione per cambiamenti strutturali della domanda<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Geografia dell&#8217;Export: Diversificazione e Nuovi Mercati<\/h2>\n\n\n\n<p>La strategia di diversificazione geografica si conferma vincente per l&#8217;export italiano. Se i mercati tradizionali dell&#8217;Unione Europea assorbono circa il <strong>51% del valore totale esportato<\/strong>, la crescita pi\u00f9 significativa e le migliori performance commerciali si registrano sempre pi\u00f9 spesso verso destinazioni extra-UE .<\/p>\n\n\n\n<p>Nei primi undici mesi del 2025, l&#8217;export \u00e8 cresciuto sia verso l&#8217;UE (+4,1%) che verso i paesi extra-UE (+2,1%) . I <strong>tre principali partner commerciali<\/strong> \u2013 Germania, Stati Uniti e Francia \u2013 accolgono insieme quasi un terzo del totale dell&#8217;export italiano . Tuttavia, le dinamiche sono molto differenziate:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Stati Uniti (+7,9%)<\/strong>: Il secondo mercato di destinazione ha registrato un elevato rialzo, guidato dalla farmaceutica (con una componente di <strong>anticipo degli acquisti<\/strong> per timore di dazi settoriali) e dalla cantieristica navale . Nonostante le incertezze tariffarie, il mercato americano rimane un punto di riferimento strategico per l&#8217;Italia .<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Spagna (+10,8%) e Svizzera (+14,1%)<\/strong>: Sono tra i mercati che hanno registrato le migliori prestazioni, trainati rispettivamente da farmaceutica\/meccanica e da metalli preziosi .<\/li>\n\n\n\n<li><strong>\u0623\u0644\u0645\u0627\u0646\u064a\u0627<\/strong>: Dopo un calo nel 2024 (-5%), la domanda tedesca \u00e8 tornata a sostenere l&#8217;export italiano nel 2025 (+2,5% nei primi undici mesi), grazie soprattutto a navi, alimentari e tessile .<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Mercati in contrazione<\/strong>: Segnano il passo le esportazioni verso Turchia (-23,6%) e Cina (-8%) .<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>La vera novit\u00e0 strategica \u00e8 rappresentata dalla <strong>crescita esplosiva in numerosi mercati emergenti<\/strong>, che, seppur partendo da basi pi\u00f9 basse, stanno mostrando ritmi di espansione molto significativi :<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Paesi OPEC (+11,7%)<\/strong>: In primis Emirati Arabi Uniti (+18,5%) e Arabia Saudita (+3,8%).<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Filippine (+11,1%), Marocco (+10%) e India (+7,6%)<\/strong>.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Paesi Mercosur (+2,0%)<\/strong>: Un&#8217;area con cui l&#8217;UE ha appena firmato un importante accordo commerciale, che apre nuove prospettive .<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Questa spinta verso nuovi orizzonti non \u00e8 casuale, ma rientra nella <strong>strategia del Piano d&#8217;Azione per l&#8217;Export<\/strong> lanciato dal Ministero degli Affari Esteri, che identifica paesi strategici su cui concentrare gli sforzi di internazionalizzazione . L&#8217;India, in particolare, con una crescita economica consolidata attorno al 7% annuo e una classe media in rapida espansione, viene vista come una delle <strong>opportunit\u00e0 pi\u00f9 significative nel medio-lungo periodo<\/strong> per le PMI italiane, soprattutto nei settori dell&#8217;automazione industriale, dell&#8217;alimentare di qualit\u00e0 e delle tecnologie digitali .<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sfide e Opportunit\u00e0: Il Quadro per il 2026 e Oltre<\/h2>\n\n\n\n<p>Il contesto internazionale per il 2026 rimane <strong>caratterizzato da elevate incertezze<\/strong>. Le tensioni geopolitiche, le interruzioni nelle catene di approvvigionamento e il perdurare di politiche commerciali protezionistiche \u2013 in particolare la <strong>questione dei dazi statunitensi<\/strong> \u2013 rappresentano sfide significative . La nuova amministrazione USA ha introdotto e annunciato ulteriori dazi, generando incertezze sui mercati e possibili ripercussioni negative sulle prospettive dell&#8217;economia globale .<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante questo quadro complesso, le previsioni per l&#8217;export italiano sono <strong>cautamente ottimistiche<\/strong>. Si stima che il 2025 si chiuda con una crescita delle esportazioni di beni intorno al <strong>3%<\/strong>, per un valore totale di circa <strong>640 miliardi di euro<\/strong> . La buona performance delle vendite estere \u00e8 attesa proseguire anche nel 2026, seppur a un tasso inferiore, in linea con il rallentamento previsto per il commercio internazionale .<\/p>\n\n\n\n<p>Le opportunit\u00e0 di crescita continueranno a venire da una <strong>maggiore diversificazione geografica<\/strong> e dalla capacit\u00e0 di presidiare <strong>mercati ad alto potenziale<\/strong>. Oltre ai gi\u00e0 citati Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Filippine e India, grande attenzione \u00e8 rivolta a paesi come <strong>Messico e Vietnam<\/strong>, per i quali si prevedono incrementi delle esportazioni italiane ben superiori alla media . L&#8217;approvazione dell&#8217;accordo UE-Mercosur, se ratificato, aprirebbe ulteriori importanti prospettive per settori chiave come l&#8217;agroalimentare, la meccanica e il farmaceutico .<\/p>\n\n\n\n<p>\u0644\u0627 <strong>transizione verde e digitale<\/strong> rappresenta un altro driver fondamentale. I settori delle tecnologie per l&#8217;efficienza energetica, dell&#8217;automazione industriale (robotica e meccatronica) e della componentistica per la mobilit\u00e0 sostenibile offrono enormi opportunit\u00e0 per le imprese italiane, soprattutto in mercati maturi come gli Stati Uniti e in rapida crescita come l&#8217;India .<\/p>\n\n\n\n<p>Per cogliere queste opportunit\u00e0 e mitigare i rischi, \u00e8 fondamentale il <strong>supporto alle imprese<\/strong>, in particolare alle PMI, nel loro percorso di internazionalizzazione. Istituzioni come l&#8217;Agenzia ICE, SACE e SIMEST svolgono un ruolo cruciale. Nel 2024, ICE ha realizzato <strong>914 iniziative promozionali in 109 mercati diversi<\/strong> e l&#8217;export delle aziende che hanno usufruito dei suoi servizi nel periodo 2023-24 \u00e8 cresciuto dell&#8217;8,4% . Allo stesso modo, SACE supporta le imprese nell&#8217;accedere a nuovi mercati e nel rafforzare il loro posizionamento nelle catene di fornitura globali .<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u0627\u0644\u062e\u0627\u062a\u0645\u0629<\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;export italiano &#8220;va a gonfie vele&#8221; non per un vento favorevole congiunturale, ma grazie alla <strong>solida struttura di una nave ben attrezzata<\/strong>. Questa nave \u00e8 il tessuto produttivo italiano: resiliente, diversificato, capace di innovare pur custodendo la propria identit\u00e0, e sostenuto da una base imprenditoriale di oltre 120.000 imprese. La capacit\u00e0 di navigare con successo nell&#8217;instabile oceano del commercio globale deriva dalla <strong>strategica diversificazione<\/strong> \u2013 sia settoriale che geografica \u2013 e dalla progressiva conquista di posizioni in segmenti a pi\u00f9 alto valore aggiunto, dalla farmaceutica alla meccanica di precisione, dalle tecnologie verdi alla cantieristica navale.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sfide non mancano: la competitivit\u00e0 sui costi, la dimensione spesso piccola delle imprese, le disparit\u00e0 regionali e un contesto internazionale ancora incerto richiedono <strong>politiche pubbliche sempre pi\u00f9 efficaci<\/strong> \u0648 <strong>sistema-Paese coeso<\/strong>. Tuttavia, i numeri parlano chiaro. Con una quota di mercato mondiale che si consolida, un saldo commerciale in netto miglioramento e una crescita trainata da settori innovativi e da nuovi mercati dinamici, l&#8217;export si conferma il <strong>pilastro indiscusso dell&#8217;economia italiana<\/strong> e il suo vettore pi\u00f9 promettente per una crescita sostenibile e di qualit\u00e0 nel prossimo futuro. La rotta \u00e8 tracciata: consolidare la presenza nei mercati tradizionali, accelerare l&#8217;ingresso in quelli emergenti e continuare a innovare il proprio paniere produttivo. Con questo approccio, il Made in Italy \u00e8 destinato a mantenere la sua rotta di successo nei mari globali.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Export Italiano: il Pilastro Resiliente dell&#8217;Economia Nazionale Introduzione L&#8217;export italiano rappresenta il vettore strategico di espansione dell&#8217;economia nazionale, confermandosi come principale componente di sviluppo del PIL. 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