Africa Champion Program 2026: Il volano operativo del Piano Mattei per il business italiano in Africa
L’Africa Champion Program è l’iniziativa di punta promossa da SACE per tradurre in realtà operativa il Piano Mattei. La seconda edizione, in partenza a febbraio 2026, rappresenta un’evoluzione strutturata del programma, raddoppiando le adesioni delle aziende italiane rispetto alla prima edizione. Questo percorso gratuito e completamente online combina formazione specialistica su otto Paesi prioritari e tre settori strategici con concrete opportunità di business matching con controparti africane. Alla base del programma c’è una visione di “diplomazia ibrida“, che integra in un’unica sinergia istituzioni, imprese e associazioni per guidare l’internazionalizzazione del Made in Italy in un continente in forte trasformazione .
L’Africa rappresenta una frontiera economica di straordinario potenziale, caratterizzata da una crescita demografica senza precedenti e da una forte domanda di infrastrutture e beni di consumo di qualità . In questo scenario, il Piano Mattei si è affermato come il perno della politica estera e di cooperazione allo sviluppo italiana verso il continente, segnando un deciso passaggio da un approccio assistenziale a un modello di partenariato paritario basato sugli investimenti . Tuttavia, perché una visione strategica diventi realtà imprenditoriale, è necessario uno strumento che fornisca alle aziende le competenze, i contatti e gli strumenti concreti per muoversi in contesti complessi e dinamici. Questo strumento è l’Africa Champion Program, promosso da SACE e dall’intero Sistema Paese, che a febbraio 2026 avvia la sua seconda edizione, più ricca, strutturata e ambiziosa della precedente .
Prima di approfondire il funzionamento dell’Africa Champion Program, è essenziale inquadrarlo nella cornice strategica da cui trae origine e a cui contribuisce in modo operativo.
Il Piano Mattei, lanciato nel 2024, rappresenta una svolta radicale nell’approccio italiano all’Africa. Abbandonando la logica dell’aiuto tradizionale, il Piano si propone come un partenariato di lungo periodo finalizzato a una crescita condivisa e sostenibile. Il suo obiettivo dichiarato è creare prosperità reciproca, affrontando al contempo le sfide globali come la sicurezza energetica e la transizione ecologica . Questa filosofia si traduce in un’azione coordinata su sei pilastri principali: Educazione e Formazione, Agricoltura, Salute, Energia, Acqua e Infrastrutture .
Una delle caratteristiche distintive del Piano è la sua governance centralizzata. La Cabina di Regia, presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri, coordina tutti gli attori, assicurando una direzione politica di alto livello. All’interno di questa struttura operano non solo diplomatici e funzionari, ma anche esperti distaccati da grandi conglomerati industriali e istituzioni finanziarie, creando un ponto diretto tra pubblico e privato . Sul piano finanziario, il Piano mobilita un mix di risorse pubbliche e private. Il governo ha stanziato inizialmente 5,5 miliardi di euro, di cui 3 miliardi provenienti dal Fondo Italiano per il Clima istituito dal governo Draghi e 2,5 miliardi dal budget della cooperazione . Tuttavia, l’ambizione è di attrarre capitali ben più consistenti attraverso la leva degli strumenti di finanza pubblica. In particolare, Cassa Depositi e Prestiti (CDP) sta assumendo un ruolo sempre più centrale, avvicinandosi al modello delle grandi banche pubbliche di sviluppo europee, e lavora a stretto contatto con istituzioni come la Banca Africana di Sviluppo (AfDB) .
Per massimizzare il proprio impatto e la propria credibilità internazionale, il Piano Mattei ha formalizzato una solida alleanza con il Global Gateway dell’Unione Europea. Questo allineamento strategico è stato sancito nel giugno 2025 durante un vertice a Roma, co-presieduto dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen . Questa sinergia consente di co-finanziare progetti di grande portata, come il Corridoio di Lobito (un’infrastruttura ferroviaria chiave che attraversa Angola, Repubblica Democratica del Congo e Zambia), lo sviluppo di filiere agroalimentari resilienti e l’ampliamento di cavi sottomarini per le telecomunicazioni . Presentarsi come architetti di un nuovo partenariato UE-Africa permette all’Italia di riposizionarsi strategicamente all’interno dell’Unione, facendo valere i propri interessi nazionali in un quadro continentale più ampio e solido .
In questo contesto strategico di ampio respiro, l’Africa Champion Program si colloca come lo strumento tattico fondamentale. Non è un semplice corso di formazione, ma un percorso integrato di crescita aziendale progettato per accompagnare le imprese dalla fase di studio di mercato alla firma di contratti .
Il programma, completamente gratuito e fruibile online, si articola in due fasi fondamentali e sinergiche:
Tabella: Struttura modulare dell’Africa Champion Program 2026
| Modulo | Periodo | Contenuti Principali | Focus |
|---|---|---|---|
| Modulo 1 | Febbraio 2026 | Outlook geopolitico ed economico. | Approfondimento degli 8 Paesi prioritari . |
| Modulo 2 | Marzo 2026 | Piano Mattei e collaborazioni con organizzazioni multilaterali. | Strumenti di sistema e partnership internazionali . |
| Modulo 3 | Marzo 2026 | Politiche industriali, materie prime critiche e infrastrutture digitali. | Settori ad alto valore aggiunto e transizione tecnologica . |
| Business Matching | A seguire | Incontri one-to-one con controparti africane selezionate. | Creazione di opportunità commerciali concrete . |
Rispetto alla prima edizione, il programma del 2026 introduce significative innovazioni, rispondendo al raddoppiato interesse manifestato dalle imprese italiane :
SACE, l’agenzia pubblica di credito all’esportazione, non è solo il promotore del programma, ma ne è l’architetto operativo. Il suo ruolo va ben oltre l’emissione di garanzie. Dal lancio del Piano Mattei, SACE ha già rilasciato oltre 3 miliardi di euro di garanzie, sbloccando circa 18 miliardi di euro di investimenti nel continente e coinvolgendo oltre 200 imprese italiane .
Queste garanzie, che possono coprire fino all’80% o più del finanziamento di un progetto, sono fondamentali per ridurre il rischio percepito e rendere l’Africa un mercato accessibile anche per le PMI . Inoltre, attraverso la propria rete di uffici a Johannesburg, Il Cairo e Rabat, SACE funge da connettore e facilitatore sul campo, mettendo a frutto la propria conoscenza diretta dei mercati locali .
I dati economici confermano il dinamismo delle relazioni commerciali e il potenziale ancora inespresso.
Nel 2024, le esportazioni italiane verso l’Africa si sono attestate intorno ai 20 miliardi di euro, di cui 13,7 miliardi diretti ai Paesi del Piano Mattei . I mercati tradizionalmente più rilevanti rimangono quelli del Nord Africa: Tunisia, Algeria, Egitto e Marocco, ciascuno con export vicino ai 3 miliardi di euro . Tuttavia, si registra una crescita promettente nell’Africa sub-sahariana, con Angola, Costa d’Avorio e Senegal in evidenza. Il primo semestre del 2025 ha mostrato tassi di crescita a due cifre verso Paesi come Senegal, Tanzania, Marocco e Algeria, segnali incoraggianti di un’accelerazione .
Il programma si concentra su tre settori che rappresentano un’evidente congiuntura di interessi tra la domanda africana e l’offerta italiana:
Nonostante l’entusiasmo e i primi risultati, il percorso del Piano Mattei e dell’Africa Champion Program non è privo di ostacoli. Una analisi onesta di queste sfide è necessaria per garantire il successo a lungo termine.
Alcune critiche sollevate da osservatori e parti politiche includono:
Per affrontare queste criticità, esperti e stakeholder avanzano proposte concrete:
L’Africa Champion Program 2026 rappresenta molto più di un corso di formazione. È la manifestazione operativa di una nuova filosofia nelle relazioni tra Italia e Africa, che mette al centro la reciprocità, la sostenibilità e gli affari. È lo strumento attraverso cui il “Sistema Paese” – nella sua accezione più ampia di istituzioni, imprese, associazioni e mondo finanziario – si mobilita per guidare le aziende italiane in un continente in piena trasformazione.
Il successo della prima edizione, misurato nel raddoppio delle adesioni, e il consolidamento della partnership con l’UE attraverso il Global Gateway, sono segnali positivi. Tuttavia, la vera sfida sarà mantenere l’equilibrio tra gli interessi commerciali italiani e le reali esigenze di sviluppo dei partner africani, tra il supporto ai grandi player industriali e l’effettiva abilitazione delle PMI, tra la ricerca di risultati a breve termine e la costruzione di partnership strategiche di lungo periodo.
Se saprà evolversi affrontando le criticità con pragmatismo e visione, l’Africa Champion Program può davvero contribuire a scrivere un nuovo capitolo non solo per l’export italiano, ma per una relazione euro-africana più matura, giusta e prospera. L’appuntamento per le imprese è a febbraio 2026, ma la partita si gioca su un orizzonte molto più lungo.